La Sutor Spa che controlla i brand Sutor Mantellassi e Lorenzo Banfi passa da holding finanziaria a holding di partecipazione industriale con l’obiettivo di diventare un polo del lusso. Arafa Holding entra nel Gruppo Forall: consolidamento del ruolo di Pal Zileri nel menswear, garanzia di maggiore solidità economica e finanziaria e trasferimento della produzione della linea giovane Lab in Egitto.

La Holding del Lusso Italiano si trasforma in un nuovo polo del lusso, Sutor Spa, dal nome del marchio fondato da Ettore ed Enea Mantellassi nel 1912, entrato tre anni fa nell’orbita società, passando da holding finanziaria a holding di partecipazione industriale finalizzata al controllo capillare dei due brand Sutor Mantellassi e Lorenzo Banfi, ma anche a nuove acquisizioni nel campo del lusso.
Sutor Mantellassi, nato nel 1912, è sinonimo di scarpe, borse e piccola pelletteria artigianali; Lorenzo Banfi, parte di Sutor dalla scorsa estate, è noto per le calzature maschili e femminili messe a punto da una sessantina di maestri calzolai in due opifici a Parabiago, nel milanese. Alla guida di Sutor Spa resta, con il ruolo di a.d., Carmelo Pistone, affiancato dal presidente del gruppo Massimiliano Sandri e da Cristiano Ottonelli, consigliere delegato.
“Il nostro obiettivo – dichiara Pistone – è rilevare aziende di spessore, con attitudini di eccellenza e capacità produttive interne, su cui la Sutor Spa eserciterà un controllo diretto per consentire nuovi percorsi di crescita e ammodernamento, senza stravolgere il loro dna, simbolo di unicità e tradizione”.

Una volta erano soprattutto i francesi a dare la caccia ai marchi della moda italiana. In tempi di crisi cambiano anche i compratori. Il Gruppo Forall, noto nel menswear per il marchio Pal Zileri, ieri ha aperto le porte ad Arafa Holding, società egiziana attiva nel settore tessile-abbigliamento, oltre che nelle distribuzione, con catene di proprietà nel Regno Unito, Nord Europa, Benelux, in Spagna e Portogallo, che entra con una quota del 35% e il diritto a salire al 100% entro 5 anni. Valore dell’operazione: 25,3 milioni di euro. L’arrivo della società egiziana avviene attraverso un aumento di capitale che diluisce gli attuali azionisti di controllo dell’azienda di Quinto Vicentino (Vi), le famiglie dei soci fondatori, i Barizza, i Miola e i Bellet (ciascuna con il 27%) che continuano a detenere la quota di maggioranza e un gruppo eterogeneo di altri investitori. Viene confermato il management, guidato dall’amministratore delegato Marco Barizza e dal presidente Aronne Miola. Gianfranco Barizza ha ricevuto la presidenza onoraria. Il Gruppo Forall ha avviato un processo di riorganizzazione che lo ha portato a un’incremento, a fine 2008, di circa il 25% rispetto a quattro anni fa, quando ha intrapreso il percorso di crescita ancora in corso.
“Abbiamo investito molto sul marchio – spiega il ragionier Miola – oggi presente in 70 Paesi, sull’organizzazione e sul retail, con 25 aperture di negozi monomarca di proprietà negli ultimi 3 anni, ora quest’azienda ha bisogno di una spinta in più”. E, pur negando che la decisione sia legata alla crisi economica, riconosce che “l’ingresso degli egiziani, scelti come partner industriale e non solo finanziario, moltiplica per tre il patrimonio della società, ci dà solidità finanziaria e ci permette di cogliere opportunità di investimento in un mercato asfittico per espandere il network di negozi in Medio Oriente, Cina, Giappone e Sud America. Per quest’anno stimiamo di raggiungere un fatturato di 140 milioni di euro dai 130 del 2007 e un ebitda di 12 milioni”.
“Negli anni la quota attribuita all’Italia è diminuita in favore dell’estero. Le esportazioni 2008 – ha aggiunto la figlia Manuela Miola, consigliere della società – arriveranno a rappresentare il 70% dei ricavi ma resta ancora un potenziale inespresso in alcune aree come l’Est Europa, il Middle e il Far East. Siamo già presenti in Cina e stiamo approntando un piano di aperture interessante che riguarda, oltre alla Repubblica Popolare, anche Hong Kong e il Giappone. Poi andremo alla volta di Canada, Messico e Brasile. Con l’ingresso del nuovo socio, puntiamo a raggiungere i 200 milioni di giro d’affari in quattro-cinque anni”.
Attualmente l’azienda ha all’attivo le linee Pal Zileri, Pal Zileri Sartoriale (insieme rappresentano il 65% del fatturato), Pal Zileri Cerimonia e Lab, conta 1000 dipendenti in organico, 4 showroom (Milano, Parigi, New York e Tokyo), 36 flagship, 221 franchising ed è presente in 6 duty free, come pure in 1300 multimarca nel mondo.
Arafa Holding, già partner di Forall per la joint venture nell’abbigliamento Querini, è invece una multinazionale integrata verticalmente, con 12mila addetti, un fatturato annuale di 300 milioni di dollari e 30 di utile netto nel 2008. Fondata nel 1907 come rivenditore di tessuti nel Delta del Nilo e oggi quotata al Cairo & Alexandria Stock Exchange controlla l’intero processo tessile, dalla filatura alla confezione e l’ anno scorso ha acquisito il 60% della catena inglese British Menswear Brands. Il suo arrivo nel gruppo veneto è volto, oltre a garantire maggiore solidità economica e finanziaria, al consolidamento del ruolo di Pal Zileri come player globale, a un incremento della brand awareness nel mondo e allo sviluppo di sinergie commerciali e produttive, esclusivamente per le seconde linee, già oggi realizzate esternamente, che prevedono il trasferimento in Egitto della produzione di Lab, la seconda linea di Pal Zileri, mentre resteranno tutte nel Vicentino la prima linea e l’abito su misura.

 

One Response to Sutor si trasforma in un polo del lusso, Pal Zileri si allea con Arafa Holding

  1. Edward Phelan says:

    Speriamo che le scarpe di Banfi migliorino un po’. Saranno pure curate e prodotte artigianalmente, ma dal punto di vista estetico, a parer mio, lasciano alquanto a desiderare.