Sventato attacco a Parigi. Dinamite senza detonatore nel grande magazzino Printemps. Il fronte rivoluzionario afghano chiede il ritiro delle truppe francesi entro febbraio.

Terrore nel centro di Parigi: dopo una segnalazione arrivata intorno alle 10:30 all’Agenzia France Presse sono stati trovati dentro il grande magazzino Printemps cinque candelotti di dinamite, senza innesco. Erano tra il primo e il secondo piano del negozio – molto affollato in questo periodo per gli acquisti natalizi – che si trova in Boulevard Haussmann 64, vicino a place de l’Opéra e accanto alla galleria Lafayette. Il grande magazzino e la zona circostante sono stati evacuati e transennati dalla polizia e le strade adiacenti chiuse al traffico. “Non era un dispositivo destinato ad esplodere” ha confermato il ministro dell’interno Michele Alliot-Marie. Ma, secondo un portavoce della polizia, “se le bombe fossero esplose i danni sarebbero stati gravissimi”.
Esattamente ventitré anni fa, una bomba esplose dai vicini del Printemps, le Galeries Lafayette, lasciando oltre 40 feriti in terra e seminando terrore. Anche lì all’inizio fu mistero, poi l’azione fu attribuita agli hezbollah.
Questa volta, il finto attacco è stato rivendicato da una sigla finora sconosciuta, il Fronte rivoluzionario afghano, con una lettera in cui si annunciava la presenza di “diverse bombe nel grande magazzino Printemps-Homme Haussmann” e si chiedeva il ritiro delle truppe francesi dall’Afghanistan – circa 2800 soldati – “entro la fine di febbraio 2009. In caso contrario – si legge nella lettera – il gruppo “passerà nuovamente all’azione nei vostri grandi magazzini di capitalista e stavolta senza avvertirvi”. Proprietà fino al 2005 del gruppo Pinault-Printemps-Redoute, i magazzini Printemps sono stati venduti alla Deutsche Bank e al gruppo di Maurizio Borletti, già proprietario de La Rinascente.
Secondo il ministro Alliot-Marie il testo della rivendicazione deve essere valutato con molta attenzione. “Il periodo di fine anno è particolarmente simbolico. Bisogna diffidare delle indicazioni che c’erano nella lettera perché potrebbero orientare gli investigatori verso false piste” ha detto, sottolineando che nessun servizio di polizia francese “conosce il Fronte rivoluzionario afghano”.
“Dobbiamo essere molto prudenti. La polizia sta analizzando la natura del materiale ritrovato e delle rivendicazioni. Contro il terrorismo – ha detto il presidente Nicolas Sarkozy – bisogna comunque essere sempre vigili e agire con fermezza: non ci sono alternative”. E il primo ministro francese François Fillon: “La minaccia terrorista sulla Francia è forte ma il paese non cederà”. Il ministero degli Esteri ha detto di non conoscere il gruppo chiamato Fronte rivoluzionario afghano. “Occorrerà aspettare un po’ di tempo – ha detto il portavoce del Quai d’Orsay, Eric Chevallier – per capire chi sono questi attentatori. Non abbiamo alcun elemento per confermare la veridicità di questa rivendicazione”. Circa un mese fa era stato diffuso un video, registrato probabilmente in agosto, in cui un capo militare talebano minacciava di condurre azioni terroristiche contro Parigi se la Francia non si fosse ritirata dall’Afghanistan.
Sempre martedì, a Parigi e dintorni, sette presunti terroristi islamici sono stati arrestati con l’accusa di essere vicini al movimento jihadista ma gli inquirenti hanno precisato che non esistono collegamenti con gli esplosivi piazzati da Printemps. La direzione centrale per l’informazione interna e la sezione antiterrorismo della brigata criminale di Parigi, che conducono l’inchiesta, hanno comunicato di aver arrestato un “giovane francese convertito all’Islam” e sei persone a lui vicine. Tutti e sette sarebbero sospettati di appartenere a vario titolo al movimento islamico radicale. I fermati avrebbero avuto rapporti con persone che hanno “proferito delle minacce” e che hanno soggiornato in Iraq e in altri Paesi considerati a rischio. Fonti dell’inchiesta hanno precisato che almeno uno degli arrestati avrebbe diffuso “minacce su internet”.
Tutto il quartiere è stato per diverse ore in agitazione. I grandi magazzini sono stati interamente transennati e le strade adiacenti chiuse al traffico. I poliziotti hanno impedito alla gente di entrare, provando a tranquillizzare tutti con una bugia: “Problemi tecnici” è stata la spiegazione ufficiale, secondo quanto ha potuto appurare una cronista dell’Ansa che si trovava all’interno dei grandi magazzini al momento dell’allarme.Il negozio è stato evacuato un po’ alla volta, senza scene di panico o agitazione. Ancora un’ora dopo la chiusura, alcune persone erano all’interno e venivano fatte uscire per precauzione con tutta calma. Molti passanti non erano ancora al corrente dei fatti. Ma la parola “bomba” aveva già cominciato a circolare e ha fatto rapidamente il giro del quartiere, La Madeleine. La normalità nel quartiere è tornata poco prima delle 15 quando sono state tolte anche le transenne.
“Tutti i tre edifici sono stati controllati – ha dichiarato il direttore di Printemps – e la sicurezza ora è al livello massimo. Per questa ragione è stata decisa la riapertura al pubblico”.

 

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