La Camera Nazionale della Moda Italiana modifica il calendario ridistribuendo le sfilate nei precedenti quattro giorni. Partenza col piede sbagliato per questa tornata di passerelle di moda maschile.

Parigi trionfa sulle controversie del calendario delle sfilate della moda maschile che si svolgeranno il prossimo gennaio. Milano si adatta. Contravvenendo agli accordi presi, la città francese inserisce l’evento targato di Yves Saint Laurent, marchio disegnato dal milanese Stefano Pilati, nella serata di mercoledì 21 gennaio, ultimo giorno di Milano durante il quale era stato programmato lo show di Prada.
Di fronte al possibile rischio di una fuga anticipata di buyer e stampa internazionali per raggiungere la ville lumiere, il comitato di presidenza della Camera Nazionale della Moda Italiana ha riesaminato il calendario della fashion week e l’ha modificato eliminando l’ultimo giorno. Inizialmente decisa a non retrocedere, nella serata di ieri ha annunciato la nuova soluzione: gli appuntamenti saranno compresi tra sabato 17 e martedì 20 gennaio.
“Il comitato di presidenza – si legge in una nota ufficiale – ha deciso, con senso di responsabilità nei confronti dei marchi che sarebbero rimasti posizionati in tale giornata, di redistribuire le relative sfilate nei precedenti quattro giorni”. In una conversazione telefonica tra il Presidente della Chambre de la Mode, Monsieur Didier Grumbach e il Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Cav. Mario Boselli è stato ribadito l’accordo di rispettare le date concordate. “Nel corso della conversazione – prosegue il comunicato – è stato confermato in modo inequivocabile e vincolante che, d’ora in avanti, la Federation Française de la Couture rispetterà integralmente le date concordate con la Camera Nazionale della Moda Italiana e, speficamente per l’uomo, è stato accettato che dalla prossima edizione di giugno 2009 la schedule di Milano durerà cinque giorni, da sabato a mercoledì e che nessun evento verrà posizionato a Parigi prima delle ore 12 del giovedì, giorno e ora d’inizio della fashion week francese”.
Si parla anche della rinuncia di alcune case di moda a sfilare in questa edizione che non parte sotto le più rosee aspettative, con una ridistribuzione delle sfilate nei precedenti quattro giorni:
da Ermanno Scervino fanno sapere di attendere la nuova impostazione del calendario prima di ufficializzare la loro prossima mossa, Fendi cancella la sfilata meneghina scegliendo la presentazione su appuntamento nella storica sede romana, Ermenegildo Zegna sembra orientato ad anticipare la presentazione della collezione al quarto giorno e Prada sfila lunedì 18 alle sei di sera, come da tradizione, probabilmente con un doppio défilé. Il suo ufficio stampa ha tenuto a sottolineare come la collocazione in chiusura non fosse altro che un’ipotesi ventilata e mai confermata.

 

6 Responses to Parigi trionfa, Milano si adatta

  1. gabriele says:

    Sempre i soliti.

  2. gt says:

    Fosse stato per me avrei lasciato la sovrapposizione per vedere se avrebbe riscosso più successo l’evento italiano o quello francese.Evidentemente in tempi di crisi meglio accaparrarsi i compratori il più possibile.

  3. giulia says:

    Solamente un braccio di ferro per riaffermare la potenza francese. Ritrattando secondo me gli italiani non hanno fatto una gran bella figura.

  4. Edward Phelan says:

    Sono d’accordo. Anziché eliminare la giornata del 21, non solo avrei fatto sfilare Prada, ma anche altri due o tre grossi nomi (Armani, Gucci ecc.). A Parigi ci sarebbe stato Stefano Pilati da solo, con i modelli e con i buyer francesi. Questo nel migliore dei mondi possibili, ma invece gli stilisti italiani sono dei codardi e pensano sempre e solo al loro orticello. Decisamente una magra figura. Milano sta diventando davvero una sede di serie B. Tra qualche anno altro che essere sopravanzata da New York. Rischia di farsi superare pure da Pechino!

  5. fendissima says:

    Basterebbe sfilare in più città come fanno in molti con le seconde linee. Qualche esempio per la donna: Miu Miu da qualche anno sfila a Parigi mentre Prada sfila a Milano, Philosophy di Alberta Ferretti sfila a NYC mentre la prima linea a Milano. Qualche esempio per l’uomo ZZegna sfila a NYC, Ermenegildo Zegna a Milano, Yohji Yamamoto sfila a Parigi, Y3 a NYC ecc. Per non parlare delle firme italiane che sfilano in Francia (Valentino – l’uomo ha sfilato spesso a Milano, Costume National – l’uomo sfila a Milano, Cerruti, Emanuel Ungaro), quelle americane che sfilano a Milano(Calvin Klein, per qualche anno (Ralph Lauren), quelle belga che sfilano in a Milano per l’uomo e in Francia per la donna(Dirk Bikkembergs), quelle inglesi che sfilano in Italia per l’uomo e in Francia per la donna (Vivienne Westwood), quelle giapponesi che sfilano in Francia (Comme des Garçons, Junya Watanabe) quelle inglesi che sfilano in Italia (Burberry Prorsum) e chi più ne ha più ne metta. Praticamente un chaos.Se non erro però nessuna firma francese sfila fuori da Parigi ad esclusione di quelle di proprietà francese che però sono nate altrove.

  6. Gabbano says:

    E’ un bel pasticcio, ma temo che i più forti, per ora siano loro. Spero verranno tempi migliori.