Yoox presenta un’edizione limitata di vasi realizzati dal prestigioso brand Venini V.I.P., azienda simbolo del made in Italy e nota in tutto il mondo per i suoi vetri d’autore. Tre modelli, numerati e firmati dalla designer Sanja Pupovac, ideati e prodotti in esclusiva per YOOX. Vere e proprie opere d’arte da collezione che reinterpretano in chiave poetica l’esclusività dell’abito da sposa.

VENINI V.I.P. è sicuramente uno dei vanti del Made in Italy. Nel corso della sua storia questo marchio, tra i pochi a saper promuovere un proficuo dialogo tra tradizione e innovazione, si è avvalso della collaborazione di importanti progettisti come Gio Ponti, Carlo Scarpa, Tapio Wirkkala, Alessandro Mendini, Ettore Sottsass, solo per citarne alcuni.

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INTERVISTA ALLA DESIGNER SANJA PUPOVAC

1. Con che spirito tu, giovane designer 25enne, ti sei avvicinata a questo progetto?
È un discorso molto delicato, quello della storia. L’istinto italiano è quello di guardarsi indietro, così ci si arricchisce ma allo stesso tempo ci si “impantana”. Guardare indietro diventa pericoloso, quando lo si fa sfogliando pagine vecchie senza leggerle. E così sappiamo che il Made in Italy è bello e pensiamo a come fare altre cose belle per il futuro, capendo molto poco di quello che è stato realmente costruito, tra pensieri e parole. Questa storia è parte vitale della mia formazione, in un certo senso sono stata cresciuta da alcuni dei progettisti che hai elencato. Figlia legittima o meno, quello che penso e faccio, almeno in parte, gli somiglia, o forse per alcuni versi è una reazione a quello che hanno lasciato quei grandi designer. Mi sono avvicinata a questo progetto come a qualsiasi altro progetto, guardando e amando più la gente che il design.

2. Il tema al centro del tuo lavoro è quello della sposa. Come mai proprio questo soggetto, per certi versi “inattuale” e che in ogni caso non ci si aspetterebbe da una giovane 25enne?
Il tema è il sentimento dell’amore, che è l’unica cosa attuale, molto più del vetro, e molto più del design. Il ruolo della sposa è solo la confezione di questo sentimento, un ruolo tradizionale, come quello che ha VENINI V.I.P..

3. Pare che attraverso i tre vestiti immaginati (Il vestito della sposa del tuffatore, il vestito della sposa del petroliere, il vestito della sposa del giocoliere) tu voglia descrivere tre precise tipologie femminili. Puoi dirci qualcosa a proposito?
La sposa sceglie il vestito molto prima di scegliere il marito.
Penso alla fantasia della donna che, nell’immaginarsi l’amore, sfiora l’assurdo e crea distorsioni della realtà alquanto surreali. È quella cosa che negli uomini viene chiamata sensibilità, o addirittura sensibilità artistica che nelle donne esiste di default. Questa componente dell’assurdo è sacra. Più che tre tipologie, sono sogni di 3 donne, ma potrebbero essere 32 sogni, o 384… e per ogni donna sarebbe un vestito diverso. Un vestito, Il vestito della sposa del tuffatore, è proprio di una donna che non sposa necessariamente un uomo, quanto l’insolita bellezza di un tuffatore, la disciplina… il suo vestito è un miracolo, è un vestito fatto di un tuffo nell’acqua. È così per ogni sposa, un sogno preciso e surreale.

4. Il vetro, materiale ancestrale e magico: che sentimenti ti ispira?
Sono terrorizzata dal vetro. Quando mi trovo in una stanza in cui ci sono oggetti di vetro ho paura di urtarli, o se ne sto tenendo uno in mano di farlo cadere inciampando.
È la consapevolezza che dopo un istante potrebbe non esserci più. Quando una sedia si rompe, rimane il ricordo della sua forma (a meno che non sia stata schiacciata da una ruspa o dalla mano di King Kong). Quando si rompe il vetro, perde la memoria, ed è come se non ci fosse mai stato, è come cancellarlo. Ecco, io non vorrei mai essere colpevole di avere fatto questo a niente o nessuno. Questo mi spaventa, e allo stesso tempo mi affascina.

5. VENINI V.I.P., in quanto marchio caratterizzato da una forte componente artistica, offre ai collaboratori una grande libertà espressiva, spesso assente nel campo del design in cui a dominare è ancora il motto “form follows function”. Qual è il tuo parere a riguardo?
VENINI V.I.P. riesce ad attrarre architetti, artisti, designer, diventando il luogo dove ognuno può esprimersi liberamente senza particolari vincoli. Una parte è controllata da maestri del vetro, che sono strepitosi, ma l’ultima parola spetta a lui, il vetro, che riserva sempre sorprese. Il design oggi non fa altro che progettare ornamenti, ossia oggetti che hanno una funzione esclusivamente decorativa, di abbellimento e simili, specialmente gioielli, monili, accessori d’abbigliamento. Per questo direi che semmai è la funzione a seguire la forma. Oggi i designer fanno prima una scultura, poi trovano un modo per infilarci dentro una lampadina e ecco che hanno fatto una lampada. Sono esercizi di creatività. Per arrivare alla forma, si progetta per esclusione: sedia a forma di fiore … già fatta, sedia a forma di piede … già fatta, finche non si trova una forma che non esiste ancora (sul mercato). Io non ho la pretesa di disegnare forme nuove …

6. In quanto creativa, sei attratta dal mondo della moda?
In quanto donna sono attratta dal mondo della moda. La moda riesce, come nient’altro, a incantare, a creare magia. Il mondo della moda stimola il desiderio… di soldi, amore, bellezza, amici, sesso, sesso a tavola, sesso con un vestito nero, sesso con un vestito a fiori… In quanto designer, invece, subisco il mondo della moda. La moda detta un ritmo innaturale al design, soprattutto al design italiano, che a mio avviso avrebbe bisogno di progettare meno e di pensare di più.

(Intervista di Giuliano Ballardini, dal sito di YOOX)

 

One Response to Le "spose" di Venini in edizione limitata per YOOX

  1. gt says:

    I vasi venini mi riportano in mente l’aria di casa… quelli che comprò anni fa mia madre e mise in salotto.