Luxottica chiude il terzo trimestre con una crescita dei ricavi del 12,8% a 1,21 miliardi. L’utile scende del 7% a 104,6 milioni. Su questo fronte hanno pesato gli oneri finanziari a seguito dell’acquisizione Oakley e all’effetto cambio. Il margine operativo lordo è salito del 3,1% a 258,6 milioni e l’utile operativo è rimasto invariato a 195,1 milioni.

La crisi dei consumi scalfisce, ma non affossa le previsioni su Luxottica. Secondo un recente report del Credit Suisse, il leader mondiale nella produzione e distribuzione di occhiali da vista e da sole farà meglio del mercato (giudizio outperform) nei prossimi mesi. La congiuntura economica difficile e i tassi di cambio euro-dollaro pesano sui profitti del gruppo, ma non frenano i ricavi, che nel trimestre sono in crescita del 12,8% a tassi costanti e del 5,3% a cambi correnti per un totale di 1,212 miliardi.
Il gruppo guidato da Andrea Guerra archivia così uno dei trimestri più difficili per l’economia mondiale. Uno scenario problematico che impone una revisione delle stime di utile per azione per l’esercizio in corso: non più, come indicato a febbraio, un Eps in un range tra 1,11 e 1,14, ma tra 0,96 e 0,98 (invariato a 1,45 dollari il tasso di cambio). D’altro canto, la crisi finanziaria che si sta vivendo non impedisce all’amministratore delegato Andrea Guerra di annunciare per il quarto trimestre un margine operativo lordo in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e una generazione di cassa solida che per l’intero 2008 dovrebbe essere pari a 360-380 milioni. Abbastanza per garantire tutte le scadenze fino al 2011, dato che, sottolinea il gruppo, “non si dovrà rifinanziare alcun prestito nei prossimi mesi”.
Tornando al dettaglio dei conti del trimestre, Luxottica ha registrato un ebitda di 258,6 milioni (+3,1%), un ebit di 195,1 milioni (195 milioni nel 2007) e un utile netto in calo del 7% a 104,6 milioni: “La variazione – si legge – è pressoché interamente dovuta ai maggiori oneri finanziari del periodo rispetto allo scorso anno a seguito dell’operazione Oakley, nonché all’effetto cambio”. Dalla trimestrale emerge poi che, a causa dell’effetto cambio, l’indebitamento netto al 30 settembre è salito a 2.911 milioni da 2.840 milioni a fine giugno, con un rapporto indebitamento netto/ ebitda pari a 2,8 (2,6 al netto dell’effetto cambio).Questo nonostante nel periodo Luxottica abbia mantenuto un’elevata generazione di cassa, pari a 180 milioni che ha permesso “di ridurre l’indebitamento netto espresso in euro e in dollari rispettivamente di circa 140 milioni di euro e 20 milioni di dollari nel trimestre”.
Guardando ai nove mesi, il fatturato è salito del 5% a 3,96 miliardi (+14% a cambi costanti), l’ebitda è sceso dello 0,2% a 828,6 milioni e l’utile netto ha registrato un calo del 10,2% a 340,9 milioni. “In questo periodo è difficile indicare aspettative precise a causa del rallentamento dell’economia e della complessiva situazione di incertezza”, ha dichiarato all’agenzia Reuters l’amministratore delegato Guerra, aggiungendo che “dopo un mese di settembre duro, ottobre è stato prigioniero dell’incertezza, assai altalenante, ma meno duro di settembre”. Nessuna stima, invece, sulle vendite del 2008, indicate a febbraio intorno a 5,6-5,75 miliardi: “Da quando sono cambiate le condizioni abbiamo deciso di parlare solo di redditività e di profitto netto”, chiosa Guerra. Naturale, così, che prima di parlare di previsioni per il 2009 si debba attendere ancora diversi mesi: “L’incertezza ha una breve durata, nel momento in cui si placa saremo in grado di vedere con più serenità il futuro del 2009”. A preoccupare gli analisti sono soprattutto gli sviluppi del mercato nordamericano, dove sussistono forti preoccupazioni sul fronte dei consumi. Una situazione che dovrebbe incidere negativamente sui margini tanto nel mercato retail, quando in quello wholesale.
C’è fiducia, però, nelle capacità del gruppo di affrontare quella che sarà ricordata come una delle peggiori crisi economiche finanziarie: “Abbiamo tutti gli strumenti per fare il nostro dovere”, mette in chiaro Guerra, ricordando il modello di integrazione verticale del gruppo, in particolare il processo di integrazione che sta andando avanti con la statunitense Oakley. Infine, ricorda, per la prima volta dopo anni difficili il dollaro avrà un impatto positivo verso fine anno: “Negli ultimi tre anni abbiamo avuto un forte impatto negativo a cui abbiamo dato risposte forti. È evidente che questo sarà il primo trimestre in quattro anni con dollaro al contrario”. Restano inoltre positive le valutazioni sui fondamentali: la società dispone della rete retail più vasta al mondo, di una efficiente struttura produttiva/logistica e di una forte presenza diretta nei mercati emergenti (soprattutto la Cina), sostiene un report di Abaxbank. Inoltre, nel lungo termine, è possibile che la società valuti l’acquisizione di importanti catene retail in Europa.

 

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