Le vie della moda passano per l’aeroporto. In aumento le new entry e le aperture di postazioni strategiche di decine di brand del lusso internazionale.

L’aeroporto sta diventando sempre più la nuova piazza dello shopping, una grande città della moda, anche nel settore del lusso. Lontano dall’essere, come una volta, il luogo della partenza o dello scalo nel quale c’erano solo qualche duty free, dove era possibile trovare al massimo liquori e profumi, e alcuni fast food per mangiare un panino al volo, oggi la tipologia dei servizi offerti in risposta alle esigenze di un pubblico cosmopolita si è molto ampliata e diversificata, dall’abbigliamento agli accessori, dall’intimo ai gioielli, dai profumi ai cosmetici, dalla gastronomia alla ristorazione, dal parrucchiere all’angolo massaggi, proprio come in un grande centro commerciale cittadino.
Complice la presenza di un pubblico giovane e di fascia medio-alta e del fatto che la permanenza in aeroporto tra ritardi e controlli vari è aumentata notevolmente, anche il mercato del lusso ha trovato la sua vetrina ideale per quel segmento di business, il cosiddetto travel retail, che continua ad incassare un successo dietro l’altro. Sono sempre di più i brand nazionali e internazionali che cedono alla tentazione di aprire nuovi punti vendita e che fanno affari (talvolta i fatturati arrivano a toccare anche 1/3 del bilancio) tra una partenza e l’altra negli snodi più importanti del traffico aereo, in prima linea Roma, Milano e Venezia. Solo Fiumicino, per fare un esempio, nel 2007 ha toccato quota 280 milioni di euro facendo crescere il livello di vendite di quasi il 50% grazie anche al raddoppiamento dell’offerta e al miglioramento degli spazi.
Fare shopping nei terminal è diventato il modo migliore per trascorrere il tempo prima della partenza, per trovare il regalo dell’ultimo momento, per mettere in valigia l’oggetto che è stato dimenticato a casa o, più semplicemente, per godersi un momento di relax. Senza dimenticare che i costi sono pari a quelli di negozi del centro, che anche negli aeroporti si trovano tutte le novità più importanti delle collezioni degli stilisti e che non c’è nessun vincolo se non quello del peso del bagaglio, che dipende dalla compagnia con cui si è deciso di viaggiare.
Se i grandi scali scelgono brand di lusso, in quelli regionali non vengono dimenticati i marchi per tutte le tasche. Spiega Fulvio Fassone presidente dell’Atri, l’associazione di categoria che raccoglie le aziende attive nel settore travel retail: “È più diffusa la presenza di brand giovani come Piquadro, Furla, Carpisa, Yamamay, Cavalli intimo e accessori, che puntano agli aeroporti come cassa di risonanza e veicolo di visibilità”. Tra un negozio e l’altro, viene posto un altro tassello dello sviluppo del Made in Italy e del mondo degli accessori
 

10 Responses to Il successo del travel retail

  1. gabriele says:

    Adesso, anche se non si compra, il tempo in aeroporto scorre molto più piacevolmente:)

  2. Edward Phelan says:

    Sì, ora è decisamente più piacevole :-)

  3. diorino says:

    Dovete ammettere però che è divertente curiosare tra i negozi dei terminal.Sarà anche una scelta legata al business ma l’approvo in pieno.Figuratevi che io andavo anche a vedere tutti i profumi quando c’erano solo i duty free!

  4. Edward Phelan says:

    Una volta, per colpa di tre passeggeri ritardatari, che avevano fatto il check in e imbarcato i bagagli ma erano rimasti bloccati nella fila al security check di Linate, ho perso una coincidenza a Heathrow per gli Stati Uniti. Ho trascorso circa 7 ore e mezza in aeroporto per prendere il volo successivo (meravigliosa la British Airways, che mi ha assegnato personalmente un addetto che mi ha guidato per eseguire tutte le pratiche per la nuova carta d’imbarco) e ho avuto il tempo non solo di guardare (e provare) tutti i profumi, ma anche tutti i negozi di dolciumi, lol :-)

  5. gabriele says:

    Ho trovato molto bello l’aeroporto di Olbia. Molto moderno e funzionale.Mi hanno detto che ora c’è un punto vendita Burberry in quello di Venezia.P.S. per Edward: sei goloso?:)

  6. Edward Phelan says:

    È vero, l’aeroporto di Olbia è molto bello, ordinato, pulito, luminoso. Tra quelli stranieri e di dimensioni un po’ più grandi, trovo stupendo quello di Toronto, quasi completamente bianco e molto high-tech. Gabriele, non direi goloso… vorace si avvicina di più alla descrizione giusta :-)

  7. alexis says:

    A me una volta hanno dovuto chiamarmi al microfono perchè stavo facendo acquisti con due amici e avevo perso la cognizione del tempo… ça va sans dire che quei negozi inducono davvero in tentazione malgrado, spesso e volentieri, abbiano quasi esclusivamente accessori, pelletteria, cravatte e pochissimo abbigliamento. Sono anche più facili da trasportare e meno ingombranti.

  8. giacomo says:

    I miei aeroporti preferiti sono Fiumicino, Charles de Gaulle, Heathrow.Negli aeroporti però non ho mai trovato dolci degni di essere comprati. Sgrunt

  9. alexis says:

    Per gabriele – edward è goloso di paste di mandorla (con tutte quelle che ha mangiato in Sardegna quest’estate), tiramisù e gelato! :P Per giacomo – Roissy è orrendo!!!

  10. Edward Phelan says:

    Aggiungerei anche confetti, croccante, biscotteria varia (lingue di gatto in testa) e cioccolato di quasi ogni genere, incluso quello aromatizzato allo zenzero e al peperoncino… I definitely have a sweet tooth :-P