Alessandra Facchinetti sarà probabilmente esonerata come se fosse un allenatore di calcio (ma una casa di moda come Valentino non è una squadretta del pallone…) dopo una sola collezione. Tra i più papabili per sostituirla Pier Paolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, i semisconosciuti designer degli accessori.

Il Valentino Fashion Group ha fatto sapere che chiarirà la posizione di Alessandra Facchinetti, direttrice creativa delle collezioni donna, “nei prossimi giorni”, dopo i molti pettegolezzi circolati su un possibile rimpiazzo.

“Il Consiglio di Amministrazione della Valentino (di cui il principale azionista è il fondo inglese Permira, ndr) comunicherà le sue intenzioni nei prossimi giorni – ha dichiarato dopo la sfilata di venerdì il CEO di Valentino Fashion Group Stefano Sassi – Penso sia stata una collezione molto impegnativa per Alessandra. Il Cda ha tutta la volontà di rendere chiare al mercato le sue intenzioni”.

Molte speculazioni sono state fatte nel corso della settimana della moda parigina riguardo al fatto che la Facchinetti, subentrata al maestro Valentino Garavani, ritiratosi a gennaio scorso, possa essere in procinto di lasciare la maison per non essere riuscita a convincere le clienti della griffe con la sua collezione autunno-inverno.

A parziale conferma di tali voci, secondo le quali la casa di moda si accingerebbe a mostrare la porta ad Alessandra Facchinetti, anche Gaetano Marzotto, socio di minoranza del marchio: “Credo si debba trovare una soluzione dignitosa per tutti”.

Per la sostituzione della stilista bergamasca era stato fatto il nome di Giambattista Valli, romano che sfila a Parigi e che ha alle spalle una solida gavetta con Roberto Capucci, Fendi, Krizia, per approdare infine a Ungaro, che ha poi lasciato per fondare la propria griffe (proprio Valli era succeduto alla Facchinetti nella direzione artistica della linea Gamme Rouge di Moncler, quando la stilista aveva lasciato per dedicarsi a Valentino). Il Valentino Fashion Group ha tuttavia smentito i pettegolezzi circa un imminente arrivo di Valli come “totalmente infondati”.

Secondo altri esperti del settore, potrebbero essere invece Pier Paolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri i nuovi direttori creativi delle collezioni donna. Il tandem – che ha studiato all’Istituto Europeo di Design – è da dieci anni alla guida della linea accessori di Valentino. Sforna cinquecento modelli a stagione e in passato ha anche disegnato l’abbigliamento Red del marchio. Con loro potrebbe addirittura ritornare come supervisore Valentino Garavani.
Il fatto che alla sfilata di venerdì Piccioli e Chiuri non fossero nel backstage, ma in prima fila accanto a Sassi, e che la Facchinetti non abbia portato in passerella le loro borse potrebbero essere delle ulteriori conferme delle indiscrezioni che li danno come i più papabili.

Si è parlato anche della giovane designer croata Ivana Omazic che ha sfilato a Parigi con la sua ultima collezione per Celine, dove verrà sostituita da Phoebe Philo.

Voci interne dell’azienda riferiscono che Alessandra Facchinetti pur essendo brava (“Potrebbe fare una sua linea”), ha avuto difficoltà a fare squadra: “Solo due volte è andata a Roma dove lavorano le settanta sarte storiche. Insommma, si è isolata”. La situazione è complicata, perchè anche il team manageriale traballa.

Il debutto di Alessandra Facchinetti con il prêt-à-porter Valentino era avvenuto a febbraio e aveva ricevuto commenti lusinghieri da parte della stampa specialistica e della vecchia guardia. Ancora più entusiastiche erano state le reazioni alla sfilata della haute couture, che però non costituisce certamente la grossa fetta degli introiti della casa di moda.

Meno riuscita, a parer mio, la sfilata prêt-à-porter primavera-estate presentata venerdì. Soprattutto l’abbigliamento da giorno risulta a volte troppo appesantito dai ricami gioiello sul collo e sulle spalline, mentre d’altra parte i pantaloni corti con lo spacchetto stondato sul lato ricordano troppo dei pantaloni da jogging per avere un appeal sulle signore dalle acconciature elaborate che normalmente comprano Valentino.

Ma anche nella discontinuità che è un po’ il difetto di questa collezione, il talento c’è e si vede. Alessandra Facchinetti è bravissima nel lavorare con lo chiffon, con le balze e con tutti quelli che sono i marchi distintivi della maison. Inoltre ha una grande sensibilità – estremamente moderna – per i colori, soprattutto quelli più tenui: avorio, rosa carne, perla, lillà… Capaci di evocare una femminilità che ha sempre contraddistinto Valentino e che è ciò che ci si aspetta da questa griffe.

E che dire del delizioso abito da sera rosso in georgette, a una sola spalla e leggerissimo allo sguardo, cui fa da contraltare la passione del più caratteristico dei colori di Valentino? Aria e fuoco che si fondono in un unico capo, modernamente indossato con delle ciabattine ricamate?

Alla fine purtroppo si rimane con una sensazione di incompiutezza. Il clima di precarietà in cui la stilista deve aver lavorato in questo periodo certamente non deve averla aiutata a creare una collezione tutta ad alti livelli, ma soprattutto, se le voci che parlano di un suo congedo saranno confermate, l’incompiutezza sarà quella di un percorso a cui non è stato dato il tempo di compiersi pienamente.

Sembra che sia diventato il vizio delle grandi case di moda quello di assumere giovani talenti, con lo scopo di portare aria fresca e ringiovanire il mercato, salvo poi cacciarli in malo modo se non riescono a soddisfare i vecchi clienti, senza nemmeno dar loro il tempo di acclimatarsi e con il forte rischio di bruciarli. Chiunque seguirà Alessandra Facchinetti a Valentino avrà vita dura, perché questa non è una griffe che ha basato il suo successo su un accessorio best-seller, su un’invenzione quale può essere il tauilleur o su dei motivi decorativi ricorrenti. La cifra di Valentino è qualcosa di più evanescente, di più diffuso, è come un’atmosfera particolare che avvolge tutti i suoi capi. Certo, il successore potrà contare su un archivio ricchissimo, ma, a meno che non si limiti a copiare (se saranno Piccioli e Chiuri con la supervisione di Valentino Garavani a subentrare ad Alessandra Facchinetti, resterà sempre il dubbio di quanto ci sia di loro e quanto del Maestro… perché non richiamare quest’ultimo, allora, e pagarlo per quello che chiede?), ci vorrà tempo per riuscire a penetrare in quell’”atmosfera” , farla propria e cominciare a reinterpretarla. Forse è meglio che, per non rischiare di fare una brutta fine, questo successore cominci ad allenarsi con un cronometro alla mano…

 

One Response to Profondo rosso… Valentino

  1. Edward Phelan says:

    Scrive Paola Bottelli su Il Sole 24 Ore:”Certo, un divorzio dopo appena una presentazione, quella dell’autunno-inverno attualmente nei negozi (oltre alla couture), sembra davvero affrettato. Come se la trentaseienne Facchinetti fosse un qualunque allenatore di calcio nelle “mani” di un presidente alla Maurizio Zamparini.”Verissimo. Assolutamente verissimo.